Moha­med si è acca­sciato men­tre rac­co­glieva i pomo­dori. Il caldo ecces­sivo, il sole forte, pro­ba­bil­mente la stan­chezza, lo hanno stron­cato: è suc­cesso l’altroieri, alle due del pome­rig­gio, in un campo di Nardò, in pro­vin­cia di Lecce. Il brac­ciante, un immi­grato suda­nese di 47 anni, non aveva un con­tratto, ma era in pos­sesso della carta di sog­giorno in quanto richie­dente asilo. L’azienda per cui lavo­rava è attual­mente sotto pro­cesso per un caso di cui si è molto par­lato a Lecce, un’organizzazione cri­mi­nale sgo­mi­nata nel 2011 gra­zie all’operazione di poli­zia Sabr (dal nome di uno dei capo­rali): le accuse, per sedici impu­tati, impren­di­tori e capo­rali ancora in attesa di una sen­tenza di prima grado, vanno dall’associazione per delin­quere alla ridu­zione o man­te­ni­mento in schia­vitù o in ser­vitù, all’intermediazione ille­cita e sfrut­ta­mento del lavoro, estor­sione e falso, e com­pren­dono anche la tratta di persone.

Mohamed è morto per i nostri pomodori, Il Manifesto

Nessuno scende in piazza per quello che è successo a Mohamed.

(via gazzellanera)

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