Anche una sola parola

Traduzione fu una parola che mi fece riflettere. Quello Stevenson non aveva un cognome italiano, dunque il suo romanzo doveva essere stato scritto in un’altra lingua, dunque quello che io avevo letto… Globi di gioia lampeggiarono nella mia mente. Mi ero inoltrato con consapevole velleità in una ricerca di discordanze esteriori che potessero in qualche modo illudermi della non completa coincidenza fra i due libri, ed ora addirittura trovavo una chiave che mi prometteva di spalancare fra loro una… una distanza. Poiché bastava che anche una sola parola fosse diversa da una traduzione all’altra perché l’intima sostanza dei due libri non fosse più sovrapponibile: allora io avrei potuto rileggere la Freccia nera come fosse una nuova storia, e la stortura cosmica che tanto mi stava facendo soffrire sarebbe stata raddrizzata.

Michele Mari, Tu, sanguinosa infanzia