Ti sposo per caso

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Denise Grover Swank, Ti sposo per caso (The Substitute), Piemme 2017

Lei è bellissima (ovviamente) e molla quello schifo di fidanzato che si ritrova a poche settimane dalle nozze, ma non ha il coraggio di dirlo alla sua terribile e perfettissima madre, che sta organizzando per lei il matrimonio dell’anno. Sul volo che la porta verso la tragedia familiare incontra Lui, bellissimo (ovviamente), che ha solo pochi giorni di tempo per salvare la sua azienda… dal padre di lei. Il titolo originale, The Substitute, dice il resto.

Prima parte di una trilogia (ovviamente). Le protagoniste degli altri due volumi saranno, con ogni probabilità, le due amiche del cuore, che conosciamo in questo romanzo e delle cui vicende abbiamo già capito tutto.

Anche per questo rosa è caldamente consigliata una sospensione dell’incredulità a prova di soap opera.

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Cherry

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Lindsey Rosin, Cherry, Piemme 2017

Quattro liceali americane amiche per la pelle decidono di perdere la verginità prima dell’esame di maturità. Non tutto andrà come previsto ma tutto, ovviamente, andrà per il meglio. Per appassionati dell’ambientazione liceale.

L’arte di essere normale

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Lisa Williamson, L’arte di essere normale (The art of being normal), Il Castoro 2017

“Fatelo leggere tanto”, ha scritto Igiaba Scego su Internazionale a proposito di questo libro. La sua uscita nel Regno Unito è stata accolta con calore ed entusiasmo dai lettori e dalla critica, meritandosi le lodi di Philip Pullman e il sostegno di Amnesty International. Perché è necessario farlo leggere tanto? Perché è una storia di adolescenza transgender che per una volta tanto non finisce male. Perché è scritto da un’autrice che ha lavorato al Gender Identity Development Service (GIDS) di Londra, dove ha raccolto tante storie di ragazzi come David e Leo, i protagonisti, che poi sono finite nel libro. Perché David e Leo sono due figure credibili, vicine, realistiche, ma anche i loro genitori lo sono. Perché si ride, e pure parecchio.

Insomma, fatelo leggere tanto.

(Età di lettura: dai 15 anni)

La piccola libreria sulla Senna

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Rebecca Raisin, La piccola libreria sulla Senna (The little bookshop on the Seine), Piemme 2017

Sospendete l’incredulità, se potete: qui è tutto delizioso, pittoresco, a tratti incantevole. Non si leggono dei libri, ci si innamora dei protagonisti (per forza: è obbligatorio). Perfino la monumentale pasticceria Ladurée sugli Champs Elysées diventa piccola, probabilmente per aumentare il senso di cosiness. Qui è possibile che due libraie, una che vive a Parigi e l’altra nel Connecticut, si scambino i negozi (deliziosi e accoglienti, ça va sans dire) in barba a leggi, regolamenti e permessi di soggiorno. Le francesi sono tutte belle ed eleganti, le amiche americane rimaste a casa pure, e in più sono LA FAMIGLIA. Il fidanzato poi è alto, bruno, bello e fa il reporter d’assalto (l’equivalente moderno dell’aviatore di Liala).

Insomma, è un rosa che più rosa non si può: solo per veri cultori del genere.

Remix

Remix

Non Pratt, Remix, Feltrinelli 2017

Due amiche adolescenti e tre giorni di festival di musica. Amori persi e ritrovati, miti che cadono, e su tutto un’amicizia inossidabile. Non è certo la più originale delle trame, ma Kara e Ruby sono simpatiche e credibili, mai leziose. Il tono è leggero e come spesso accade nella letteratura britannica per YA, i nodi più spinosi dell’adolescenza sono affrontati in modo non stereotipato e senza paternalismi.

Fuori di testa! Fratello Robot vol. 2

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James Patterson, Fuori di testa! Fratello Robot vol. 2 (House of Robots 2, con le illustrazioni di Chris Grabenstein), Salani 2017

Seconda avventura del giovane Sammy e del suo robot E., stavolta alle prese non più con i bulli della scuola ma nientemeno che con uno scienziato perfido che cerca di delegittimare il lavoro della mamma di Sammy. Distruzione e risate.

Un bambino chiamato Natale

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Matt Haig, Un bambino chiamato Natale, (A Boy Called Christmas, con le illustrazioni di Chris Mould), Salani 2016

La serie di Matt Haig su Babbo Natale è una gioia, da tradurre e da leggere. Questo primo romanzo è toccante, agrodolce, mai melenso e ti fa un po’ rimpiangere di non credere più a Babbo Natale.