Sebastien De Castell, Shadowblack. La dama bendata (Shadowblack), Il Battello a Vapore 2018
Seconda parte delle avventure del giovane mago rinnegato Kellen, della sua mentore Ferius e dell’impegnativo socio Reichis. Un incontro fortuito nel deserto fa pensare ai nostri eroi che sia in atto un’epidemia di Ombranera, il male per cui Kellen è stato esiliato dalla sua gente. Ma come al solito non tutto è come sembra e i nostri eroi si trovano ad affrontare un complotto dalle proporzioni inimmaginabili…
Ma c’è il tempo anche per delle lezioni di ballo, naturalmente. Età di lettura: dai 13 anni in su.
James Patterson, Fuori di testa! Fratello Robot vol. 2 (House of Robots 2, con le illustrazioni di Chris Grabenstein), Salani 2017
Seconda avventura del giovane Sammy e del suo robot E., stavolta alle prese non più con i bulli della scuola ma nientemeno che con uno scienziato perfido che cerca di delegittimare il lavoro della mamma di Sammy. Distruzione e risate.
Jonathan Stroud, Lockwood & Co. Il teschio parlante (Lockwood & Co. The Whispering Skull), Salani 2016
Seguito della Scala urlante (tradotto da Riccardo Cravero nel 2014). Ritroviamo la Lockwood & Co., la più piccola e scalcinata agenzia indipendente di caccia ai fantasmi di Londra, alle prese con il Problema (i fantasmi, appunto) che infesta la città da cinquant’anni e soprattutto con la necessità di sbarcare il lunario. Stavolta Tony Lockwood e i suoi, senza mai smettere di battibeccare fra loro e di difendersi dalle prepotenze delle grandi agenzie, se la devono vedere con lo spettro di un sinistro ladro di cadaveri e con un teschio in barattolo che sostiene di conoscere molti segreti…
La voce narrante è sempre quella di Lucy Carlyle, agente curiosa, talentuosa e poco incline alle smancerie, che oltre al caso del giorno deve gestire anche i rapporti non sempre facili con i suoi soci.
La lingua di Stroud è come al solito ironica, limpida, elegante e appuntita come lo stocco che gli agenti portano al fianco, la storia è incalzante e divertente e vi terrà svegli fino a tardi. Visto che al contrario di Lucy ogni tanto siamo inclini alle smancerie, devo avvertirvi che il rischio di prendersi una cotta adolescenziale per Tony Lockwood è altissimo.
Approfitto della ricorrenza del 5 novembre per riparlare di un bellissimo libro della mai abbastanza compianta Diana Wynne Jones, Strega di classe (Witch Week, Salani 2003. Uscito nel 1982, pubblicato per la prima volta in italiano nella classica collana degli Istrici, è stato ripubblicato con una nuova copertina e un nuovo formato nel 2010).
È il terzo libro dei sette dedicati a Chrestomanci e contempla un’ipotesi terribile: l’attentato di Guy Fawkes è riuscito e in questo mondo parallelo la magia esiste ma è perseguita e punita con la morte, con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di delazione, sospetto, terrore. Solo l’arrivo di Chrestomanci potrebbe rimettere le cose a posto.
Traduzione fu una parola che mi fece riflettere. Quello Stevenson non aveva un cognome italiano, dunque il suo romanzo doveva essere stato scritto in un’altra lingua, dunque quello che io avevo letto… Globi di gioia lampeggiarono nella mia mente. Mi ero inoltrato con consapevole velleità in una ricerca di discordanze esteriori che potessero in qualche modo illudermi della non completa coincidenza fra i due libri, ed ora addirittura trovavo una chiave che mi prometteva di spalancare fra loro una… una distanza. Poiché bastava che anche una sola parola fosse diversa da una traduzione all’altra perché l’intima sostanza dei due libri non fosse più sovrapponibile: allora io avrei potuto rileggere la Freccia nera come fosse una nuova storia, e la stortura cosmica che tanto mi stava facendo soffrire sarebbe stata raddrizzata.